AEROSOLTERAPIA
L' aerosolterapia è una metodica terapeutica che consente di veicolare i farmaci direttamente nelle vie respiratorie limitandone l' assorbimento nel sangue e quindi anche i possibili effetti collaterali.
Viene utilizzata nella cura dei disturbi delle prime vie respiratorie (sinusiti, laringiti, tracheiti), nelle bronchiti e, soprattutto nell' asma bronchiale. Gli aerosol sono formati da particelle solide, liquide o miste sospese in fase gassosa. In genere la soluzione acquosa contenente il farmaco viene "frantumata", in particelle di diametro variabile da 0,5-10 micron che possono venire agevolmente inalate e trattenute nell' albero respiratorio.
La "frantumazione", ossia la nebulizzazione, viene effettuata con l' ausilio di apparecchi formati da un' ampolla di vetro e da un compressore azionato elettricamente. Il compressore genera un flusso d' aria a pressione elevata che, entrando a contatto con la soluzione contenuta nell' ampolla, la disperde in minutissime goccioline.
Una buona ampolla deve essere in grado di formare particelle con un diametro compreso tra 2-5 micron di diametro. Sono queste, infatti, nella aerosolterapia, le dimensioni che consentono alle particelle di raggiungere anche i bronchi di piccolo calibro. Le particelle più voluminose non riescono a raggiungere le diramazioni più fini dell' albero bronchiale, ma si fermano a livello delle prime vie respiratorie e vengono pertanto utilizzate quando si desidera limitare l' azione del prodotto a questo distretto.
Poichè l' azione dell' aerosolterapia è quello di far giungere dei farmaci a contatto con la mucosa bronchiale, l' inalazione deve obbligatoriamente avvenire attraverso la bocca, poichè il naso, grazie alla sue prerogative di "filtro" dell' aria inspirata, bloccherebbe una quota consistente delle particelle.
L' efficacia dell' aerosolterapia, dipende in larga misura dalla tecnica di respiratoria adottata durante l' inalazione: respiri troppo frequenti o profondi non recano alcun vantaggio, ma possono, al contrario, ridurre la deposizione di farmaco o scatenare delle crisi vertiginose per l' eccessiva eliminazione dell' anidride carbonica.
In quest' ultimo decennio per l' aerosolterapia, sono state introdotte in commercio bombolette pressurizzate contenenti un gas propellente che consente di erogare il farmaco a un dosaggio predeterminato (nebulizzatori predosate pressurizzati). L' impiego di questi dispositivi, deve avvenire seguendo alcune semplici regole: l' erogatore va tenuto a 4 cm di distanza dalla bocca e, dopo aver agitato la bomboletta ed effettuato un' aspirazione normale si deve premere il tasto che comanda l' erogazione contemporaneamente all' inizio di un' ispirazione lenta a bocca aperta; al fine dell' ispirazione il respiro và trattenuto per 10 secondi. Non è corretto chiudere le labbra intorno all' erogatore, nè inspirare rapidamente. Per una corretta aerosolterapia esistono in commercio dispositivi chiamati, distanziatori, che riducono la velocità d' impatto tra getto e cavità orale facilitando l' inalazione del farmaco, e rendendo superflue le manovre di "sincronizzazione" tra compressore del tasto erogatore e atti respiratori. I distanziatori sono particolarmente utili nei bambini sofferenti d' asma, Essi, inoltre, consentono di inalare una maggior percentuale di prodotto (10% circa con un aerosol tradizionale e nebulizzatore predosato, 17% circa con distazionatore).
Sono disponibili anche medicinali in polvere che possono essere inalati per mezzo di particolari dispositivi chiamati turboinalatori. Questa metodica consente di inalare una percentuale di prodotto più elevata rendendo più efficace l' aerosolterapia e, data l' assenza di lubrificante e propellenti, assicura una migliore incidenza di tosse post-inalazione.
L' aerosolterapia ultimamente può avvalersi di moderni nebulizzatori ad ultrasuoni funzionano sul principio di una vibrazione che disgrega un liquido in minutissime goccioline. La vibrazione viene generata dal passaggio di una corrente elettrica ad alta frequenza (1-2 megaHertz) attraverso un disco di ceramica (trasduttore piezoelettrico). I nebulizzatori ad ultrasuoni sono più silenziosi di quelli pneumatici e possiedono una maggiore rapidità di nebulizzazione che riduce la durata delle sedute. Per contro questi apparecchi si rompono con maggiore facilità e possono alterare alcuni principi attivi (es. dornase alfa, Pulmozyme). Non esistono d'altronde ragioni per ritenere che tutti i nebulizzatori ad ultrasuoni, in virtù del loro costo maggiore, possiedano una maggiore efficienza tecnica nel produrre particelle di piccolo diametro. A tutt'oggi non sono disponibili studi clinici comparativi che consentano di scegliere tra un nebulizzatore pneumatico e uno ad ultrasuoni in funzione del farmaco da somministrare e della patologia da trattare. Nell'asma il loro ruolo risulta limitato all'attacco acuto nel bambino in età prescolare e richiede un costante monitoraggio medico. Questi apparecchi trovano invece larga applicazione nell' aerosolterapia e, duenque, nelle più comuni affezioni respiratorie (es. sinusite, tracheite). In questi casi l'obiettivo principale della terapia aerosolica (intranasale con cannule o con mascherina orale) è quello di aumentare al massimo la componente acquosa delle secrezioni e quindi loro fluidificazione, ragione per cui le particelle del nebulizzato devono avere dimensioni superiori a 10. L'utilizzo dei mucolitici aggiunge molto poco a questa terapia idratante.
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