ARTROSI
Due sono i grandi gruppi in cui sono suddivise le malattie secondo la medicina attuale: al primo appartengono quelle infettive, al secondo quelle che si definiscono "cronico-degenerative".
Le infettive spesso si manifestano all’improvviso, ma la diagnosi e la conseguente terapia, in genere, sono tempestive: in questo caso, esiste, una volta individuato il "germe" responsabile, la possibilità di guarigione, cioè il corpo torna alle stesse condizioni di salute preesistenti la malattia.
Le malattie "cronico-degenerative" invece nascono spesso in modo subdolo (ovvero senza dare inizialmente chiari segni della loro presenza), si evolvono più o meno lentamente e la diagnosi può arrivare purtroppo tardi. Inoltre, poiché spesso sono numerosi i fattori che le determinano, la terapia è necessariamente variegata e polivalente. Per quanto riguarda poi "la guarigione", se da un lato si è tutt’oggi ancora, purtroppo, lontani dalla restituzione dell’integrità corporea precedente le malattie "cronico-degenerative", dall’altro la medicina ha fatto molti passi avanti nella prevenzione e nella cura.
La prevenzione si distingue nell’aver individuato in molte malattie "fattori di rischio" antecedenti. Tali fattori, sotto la guida del medico, possono essere corretti o evitati. La cura invece ha due aspetti: il primo, farmacologico, teso ad arrestare l’evolversi che caratterizza le malattie "croniche"; il secondo, riabilitativo, finalizzato a migliorare al massimo la qualità della vita della persona dal punto di vista biologico, psicologico e sociale, nonostante la presenza della malattia. Prevenzione, cura farmacologica (anche attraverso i rimedi delle medicine alternative), riabilitazione: sono le tre parole chiave da tenere ben in mente via via che andiamo a presentare quella che è considerata la più comune e frequente malattia "cronico-degenerativa" e cioè l’artrosi.
Ma prima di parlare dell’artrosi, per poi comprendere meglio, consideriamo le articolazioni del nostro corpo.
Lo scheletro (apparato osseo) è formato da numerose ossa più o meno lunghe, piatte, eccetera, che si "articolano" una con l’altra per rendere possibili gli innumerevoli movimenti di cui è capace l’uomo. Ogni estremità di un osso è unita a quella di un altro da una particolare struttura chiamata "articolazione".
Ogni "articolazione" è formata dalle cartilagini periferiche delle ossa; da uno spazio tra di esse ripieno di liquido, con funzione insieme ammortizzante e nutriente i componenti articolari (liquido sinoviale); da una capsula che "tiene insieme" le parti; da muscoli e tendini intorno che, con le loro azioni di contrazione o rilasciamento, danno efficacia e armonia ai movimenti. Il liquido sinoviale non è stagnante ma in continuo scorrimento dentro l’articolazione: a seconda dei movimenti e dei "carichi" che tutta la struttura deve sopportare, viene assorbito o rilasciato dalle cartilagini e dalle membrane presenti, che funzionano come delle spugne a volte "strizzate", a volte lasciate andare. I capi ossei, con le loro cartilagini, sono ricchissimi di vasi sanguigni che portano "nutrimento" (soprattutto ossigeno) e sono in continuo "rimaneggiamento"; è presente dunque un incessante lavoro, da parte di due gruppi differenti di cellule, di costruzione, distruzione, ricostruzione (e così via) di tessuto osseo tantoché nell’arco della vita di un uomo lo scheletro viene interamente rinnovato 7-8 volte. La funzione delle articolazioni è di rendere possibili i numerosi movimenti del corpo e di ammortizzare in molte situazioni il suo peso. Il movimento stimola le parti articolari a mantenersi vitali. L’assenza di movimento porta via via alla regressione delle articolazioni.
Queste ultime considerazioni sono molto importanti per comprendere meglio i meccanismi che causano l’artrosi.
E veniamo adesso all’artrosi. Con questo termine si intende una sofferenza articolare, di tipo evolutivo (cioè con peggioramento nel tempo). La sofferenza è caratterizzata inizialmente da un’usura delle cartilagini delle articolazioni a cui consegue una modificazione di tutte le strutture che le compongono (tessuto osseo, capsula, muscoli). L’usura delle parti cartilaginee causa uno stato infiammatorio e via via un assottigliamento dello spazio tra un capo osseo e l’altro. Provoca anche l’ispessimento della capsula articolare che diventa sempre più rigida, l’alterazione del delicato equilibrio tra cellule che costruiscono e distruggono (tanto che la cartilagine può "ossificarsi" e i capi ossei invece "rarefarsi") ed infine provoca la contrazione dei muscoli inseriti intorno all’apparato. L’esito finale del processo artrosico, dopo molti anni, è il blocco totale dell’articolazione interessata con perdita della sua funzionalità.

Fonte: www.mybestlife.com
      I consigliati
 
      Le terme in Italia

:: Acqui Terme
:: Agliano Terme
:: Agnano Terme
:: Arta Terme
:: Bibione Terme
:: Boario Terme
:: Bormio Terme
:: Carone
:: Casciana
:: Chianciano
:: Fiuggi Terme
:: Lignano Terme
:: Merano
:: Montecatini Terme
:: Monticelli terme
:: Rapolano Terme
:: Riccione Terme
:: Rimini Terme
:: Salsomaggiore Terme
:: Santa Cesarea Terme
:: Stabia Terme
:: Stufe di Nerone Terme
:: Tabiano Terme
Offerte speciali per week end, settimana bianca, vacanze estive al mare, in montagna. Last Minute hotel, bed e break fast.
HOME PAGE
SPECIALE BENESSERE
SPECIAL OFFER
CONTATTI
BACHECA ANNUNCI
LASTMINUTE
segnala hotel
SEGNALA LA TUA ATTIVITA'
Vacanze offerte logo Speciale benessere Malattie delle articolazioni Malattie delle articolazioni Malattie delle articolazioni
Copiright2006/2007 PromoBest - P. Iva 04678930480  | Condizioni generali di servizio  Privacy Contatti SiteMap Pubblicità