BALNEOTERAPIA
Fin dall’antichità la balneoterapia e la fangoterapia sono state considerate ottimi rimedi naturali per il benessere e la bellezza del corpo. Ancora oggi ammiriamo i resti delle antiche Termae Romane, Greche o Egiziane. Nel nostro Paese sono oltre cento gli stabilimenti termali dove può essere fatta la balneoterapia o la fangoterapia ed anche nella nostra Provincia non mancano stazioni termali presso le quali poter fare bagni, inalazioni ed anche fanghi caldi. La balneoterapia è una cura fatta con acque termali, ricche di minerali ed altri principi attivi che potenziano l’attività terapeutica dell’acqua. La cura fatta con l’acqua (idroterapia) è utile per curare varie problematiche manifeste o latenti; è, soprattutto, una cura preventiva, che agisce facendo in modo di rafforzare il naturale equilibrio dell’organismo. Di solito è il medico che suggerisce una terapia con l’acqua; data la sua innocuità può tuttavia essere sperimentata da chiunque, purché si agisca con buonsenso ed, eventualmente, ci si faccia consigliare da persona esperta in materia. Per uso esterno l’acqua fredda stimola la reattività cutanea, agendo sul sistema nervoso autonomo e sull’attività ghiandolare, ottenendo non solo un riequilibrio delle temperature interna ed esterna, ma anche un’attivazione degli organi profondi, a partire dai loro riflessi cutanei. L’acqua calda agisce, invece, principalmente riattivando la circolazione in molti casi di insufficienza circolatoria e periferica e, inoltre, riscaldando le parti non sufficientemente irrorate, apporta calore e vitalità dove ce n’è bisogno. La terapia con acqua calda è molto più efficace se praticata in alternanza con quella fredda. Spesso è utile che i bagni caldi siano fatti non solo di semplice acqua, ma aggiungendovi sostanze aromatiche o piante ed erbe officinali.
La presenza di principi attivi in proporzioni e concentrazioni diverse nelle acque di ciascuna stazione termale, consente di realizzare attività terapeutiche diversificate anche se, in generale, la balneoterapia rivela tutta la sua utilità in presenza di artroreumopatie, di problemi circolatori (sia arteriosi che venosi) e in tutte le turbe del metabolismo. Anche le stazioni termali esistenti all’estero hanno, chi più chi meno, la stessa ricchezza di principi attivi delle nostre terme. Uniche, e diverse da tutte le altre, sono le stazioni termali di Israele, quelle situate sulle rive del Mar Morto. Il Mar Morto, che si estende su un’area di circa 1000 km. quadrati, è il più grande bacino di acqua situato nella più profonda depressione della Terra (394 m. sotto il livello del mare). Nel Mar Morto i giorni di bel tempo sono circa 300 all’anno e la temperatura media va dai 30° C, da settembre a maggio, fino ai 40° C in giugno-agosto. Le precipitazioni ridotte e l’elevata temperatura provocano una costante evaporazione concentrando, nell’acqua residua, grandi quantità di sali. Ma le acque del Mar Morto non sono solamente uniche per il contenuto salino ( 27% circa contro il 3% delle normali acqua marine), lo sono anche per la composizione chimica di questi sali. Infatti, non vi predomina il cloruro di sodio , cioè il comune sale (presente al 15%), bensì il cloruro di magnesio (32%) e di potassio (25%) ed una elevata quantità di bromo (50 volte superiore a quella dell’oceano); sono, inoltre, non inquinate per l’assenza di navigazione e di insediamenti industriali. Gli aspetti terapeutici della balneazione nelle acque del Mar Morto erano conosciuti già da Claudio Galeno, medico greco del II° sec. dopo C., che consigliava queste acque per il trattamento dei reumatismi. L’interesse per questa antica terapia è stato rinnovato da ricercatori israeliani che hanno avuto modo di sperimentarne l’effetto su basi scientifiche sia in cliniche per malattie reumatiche e trattamenti estetici sia nel Centro Internazionale per il Trattamento della Psoriasi costruito nel 1972 sulle rive del Mar Morto. Da oltre 30 anni queste terapie vengono usate con successo in Israele, essenzialmente per la cura di malattie della pelle ( psoriasi, vitiligine, acne, dermatite atopica) e reumatiche. I fattori terapeutici naturali utilizzati nel Mar Morto sono soprattutto i sali ed i fanghi , ma anche le specifiche proprietà climatiche della zona ed i caratteristici raggi ultravioletti ( la elevata evaporazione produce una continua foschia sospesa sull’acqua durante tutto il giorno per cui viene filtrato lo spettro da eritema solare). Curarsi direttamente sulle rive del Mar Morto diventa ogni giorno più ambito, anche se non tutti possono permettersi di recarsi in Israele per le cure. Questa ultima considerazione ha stimolato diversi ricercatori che, con ulteriori studi condotti in condizioni simili a quelle di un trattamento balneoterapico domiciliare (cioè in normali vasche da bagno e prescindendo dai fattori specifici ambientali), hanno ottenuto buoni risultati utilizzando sali ( opportunamente depurati e cristallizzati ) disciolti nell’acqua. Le sperimentazioni effettuate hanno consentito di stabilire che l’efficacia dei bagni è da mettere non solo in relazione alla quantità di sali usati ( rapporto dose - effetto ) ma anche alle loro peculiari proprietà: infatti, la composizione caratteristica ed unica di questi sali permette l’instaurarsi di quel particolare meccanismo di interscambio osmotico dovuto alle differenze di temperatura e concentrazione tra interno ed esterno del nostro corpo. Praticamente, sciogliendo i sali nell’acqua si crea una soluzione con concentrazione di minerali superiore alla soluzione presente nell’interno del nostro corpo.
Fonte: www.clubnatura.it
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